Femminismi
Contro la violenza sulle donne uno striscione sul cavalcavia di Colognola
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BLITZ NELLA NOTTE: UNO STRISCIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE SUL CAVALCAVIA DI COLOGNOLA

Uno striscione affisso durante la notte sul cavalcavia della Colognola: contro la violenza sulle donne. “Giù le mani – Women are strong” recita lo striscione, affisso in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.
Un’azione simbolica che vuole portare l’attenzione su un problema che coinvolge tutti, non solo le donne che subiscono violenza. Oggi, anche a Bergamo come nel resto del mondo, una donna su tre subisce violenza: botte, stupro, minacce e ricatti. In otto casi su 10 la violenza viene commessa dai partner. Mariti, conviventi e familiari distruggono la vita di migliaia di donne, giorno per giorno, nascosti dalle mura di casa, senza che nessuno intervenga. Solo nel 2008, nella nostra città, sette donne sono state uccise dai loro ex partner, che non accettavano di essere lasciati e da minacce e pedinamenti sono passati all’omicidio.
La violenza contro le donne è un problema collettivo, non un fatto privato.
Solo se pubblicamente questo problema viene riconosciuto, per le donne sarà possibile passare dalla condizione di vittime a quella di soggetti attivi, capaci di rivendicare i propri diritti di persone. La violenza contro le donne è un dato culturale, ben radicato nella nostra società. Il recente incontro organizzato dall’amministrazione comunale, in occasione del 25 novembre, dimostra la totale incapacità delle istituzioni di farsi carico di un problema che coinvolge tutta la società: ad
intervenire è stato invitato uno psicologo che ogni anno partecipa alla trasmissione televisiva “Miss Padania”, in cui le ragazze vengono guardate e giudicate come oggetti, completamente private del loro essere persone, alla mercè del piacere maschile. Vogliamo rompere questo silenzio, vogliamo che le istituzioni della nostra città lavorino per dare sostegno a protezione a tutte le donne, prima di tutto finanziando il centro antiviolenza che ogni anno accoglie centinaia di donne da città e provincia.Vogliamo essere libere, dalla violenza e dalla paura. Vogliamo riconosciuti i nostri diritti. Oggi, affinché il 25 novembre non resti solo un’inutile ricorrenza, diciamo basta: è ora che le cose cambino.

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